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A cura di Giovanni Florio
Nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte, in Calabria, cresce un albero che sembra appartenere a un’altra epoca. È Demetra, una gigantesca quercia Quercus petraea che, secondo la datazione scientifica, ha circa 934 anni.
Scoperta nel 2020, Demetra è considerata uno degli alberi più antichi d’Europa e rappresenta uno straordinario patrimonio naturalistico della Calabria. Il suo nome richiama Demetra, la divinità greca legata alla terra e all’agricoltura: un omaggio particolarmente significativo in un territorio dove la cultura greca è ancora profondamente radicata.
La quercia millenaria Demetra si trova nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte, nella suggestiva Valle Infernale, all’interno della foresta demaniale dell’Alto Aspromonte. Cresce in un ambiente selvaggio e difficilmente accessibile, a oltre mille metri di quota. Per tutelare questo straordinario patrimonio naturale, la posizione esatta dell’albero non viene divulgata.
Ma raggiungere Demetra significa soprattutto entrare nell’anima più autentica dell’Aspromonte, una montagna fatta di boschi, fiumare, panorami sullo Ionio e piccoli borghi dove sopravvivono storia e tradizioni antichissime calabresi.

Il nome Aspromonte viene tradizionalmente associato all’espressione “monte aspro”, in riferimento al paesaggio selvaggio e accidentato del massiccio. Un’altra interpretazione collega invece il termine al greco aspros, “bianco”.
Qualunque sia l’origine del nome, il paesaggio spiega bene questa montagna: profonde vallate, rocce, boschi e fiumare si alternano fino a raggiungere la costa ionica.
L’Aspromonte è anche il cuore della Calabria Grecanica, un’area della provincia di Reggio Calabria dove sopravvivono tradizioni, toponimi e testimonianze della cultura ellenica e bizantina.
Qui il viaggio non è soltanto naturalistico: è anche un viaggio nella storia e nell’identità della Calabria.
Un itinerario alla scoperta di Demetra può diventare l’occasione per visitare alcuni dei luoghi più suggestivi dell’Aspromonte.
Tra questi c’è Bova, considerata uno dei principali centri della Calabria Grecanica. Il borgo conserva un suggestivo centro storico e il Museo della Lingua Greco-Calabra, testimonianza dell’antica cultura dell’area.
Da non perdere anche Gallicianò, piccolo borgo arroccato nella valle dell’Amendolea, dove la tradizione grecanica è ancora particolarmente forte.
E poi ci sono i borghi abbandonati dell’Aspromonte, luoghi sospesi tra storia e natura. Roghudi Vecchio, costruito sopra la fiumara Amendolea, fu abbandonato dopo le devastanti alluvioni degli anni Settanta. Oggi è uno dei più affascinanti paesi fantasma della Calabria.
Un altro luogo simbolo è Pentedattilo, il borgo dominato dalla spettacolare rupe che ricorda una gigantesca mano con cinque dita. Il nome stesso deriva dal greco e significa proprio “cinque dita”.

L’Aspromonte è anche terra di cammini. Uno dei più affascinanti è il Sentiero dell’Inglese, itinerario escursionistico che ripercorre il viaggio compiuto nel 1847 dallo scrittore e illustratore inglese Edward Lear.
Lear attraversò a piedi la Calabria Greca e raccontò nei suoi scritti un territorio allora quasi sconosciuto ai viaggiatori europei.
Oggi il suo percorso è diventato un vero e proprio viaggio nella Calabria Grecanica, attraverso borghi, fiumare, uliveti e montagne. Il Sentiero dell’Inglese comprende sette tappe e tocca luoghi come Pentedattilo, Bagaladi, Amendolea, Gallicianò, Bova, Palizzi, Pietrapennata e Staiti.
È uno degli itinerari migliori per scoprire l’Aspromonte a piedi e vivere lentamente un territorio lontano dal turismo di massa.

La vera forza di Demetra è forse proprio questa: la quercia non è soltanto un’attrazione naturalistica, ma il punto di partenza per conoscere una Calabria diversa.
Una Calabria fatta di trekking in Aspromonte, borghi grecanici, paesi fantasma, fiumare, montagne e tradizioni antiche.
Tra Bova e Gallicianò, Pentedattilo e Roghudi Vecchio, lungo il Sentiero dell’Inglese e attraverso i boschi del Parco Nazionale dell’Aspromonte, il viaggio diventa un’immersione nella storia più profonda della Calabria.
E al centro di questo paesaggio c’è Demetra, una quercia che da quasi mille anni osserva silenziosamente il passare del tempo.
Forse è proprio questo il modo migliore per visitare l’Aspromonte: rallentare, camminare e lasciarsi raccontare dalla montagna una Calabria che ancora oggi conserva il fascino della sua storia più antica.