A cura di Giovanni Florio
Il 16 agosto 1972, nelle acque cristalline della costa ionica calabrese, il sub romano Stefano Mariottini fece una scoperta straordinaria: due statue di bronzo perfettamente conservate, adagiate sul fondale marino a Riace Marina, in provincia di Reggio Calabria. Quello che sembrava un semplice tuffo si rivelò un ritrovamento che ha cambiato la storia dell’archeologia. I Bronzi di Riace, oggi tra le sculture più celebri della scultura greca, sono diventati un simbolo della Calabria nel mondo.

I Bronzi di Riace sono due statue in bronzo, risalenti al V secolo a.C., rappresentando guerrieri nudi in pose potenti ed eleganti. Queste statue sono celebri per il loro realismo, con muscoli, vene, occhi in pasta vitrea e denti in argento. Nonostante i decenni di studio, l’identità dei Bronzi di Riace rimane un mistero. Alcuni esperti pensano che possano rappresentare eroi mitologici, come i Sette contro Tebe, o guerrieri destinati a Roma, ma naufragati lungo la costa calabrese. I Bronzi di Riace sono alti circa 2 metri ciascuno, con un peso che varia tra i 180 e i 200 kg. La loro imponente statura e il realismo dei dettagli li rendono tra le sculture più straordinarie della Grecia classica.
I Bronzi di Riace sono oggi custoditi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, uno dei luoghi più visitati della Calabria. Il museo offre una conservazione ottimale delle statue grazie a umidità e temperatura controllate, e una luce soffusa che ne esalta la bellezza. La città di Reggio Calabria, con il suo lungomare Falcomatà, è una meta ideale per combinare storia, cultura e relax, punta di diamante della Costa Viola.

Il recupero dei Bronzi di Riace è stato un’impresa difficile. Dopo il ritrovamento, le statue furono restaurate a Firenze, dove furono rimosse le concrezioni marine e il materiale di fusione. Il restauro, che durò anni, ha rivelato dettagli incredibili, come l’uso di argento e avorio. Più recentemente, nel 2009, sono stati fatti ulteriori interventi per proteggere le statue, che sono ora esposte su basi antisismiche.
Le statue, conosciute come Bronzo A (il più anziano) e Bronzo B (il più giovane), rappresentano la nudità eroica tipica della scultura greca. La loro muscolatura e i dettagli anatomici sono impressionanti. La posizione dinamica, con il peso distribuito in modo perfetto, esprime la potenza e l’equilibrio dei guerrieri.

Occhi in pasta vitrea: Un dettaglio unico che conferisce alle statue un’espressione incredibilmente realistica.
Tecnica della fusione a cera persa: Permise di ottenere statue estremamente dettagliate e durevoli.
Possibili legami mitologici: I Bronzi di Riace potrebbero rappresentare eroi della guerra di Tebe, come i fratelli Eteocle e Polinice

Oltre alla storia ufficiale dei Bronzi di Riace, alcune teorie alternative pongono interrogativi affascinanti. Alcuni studiosi ipotizzano che le statue originariamente fossero tre, facenti parte di un gruppo più grande, forse rappresentante una scena mitologica come quella dei Sette contro Tebe. Inoltre, c’è chi suggerisce che i Bronzi di Riace non siano stati trovati esattamente a Riace, ma Brucoli in provincia di Siracusa, poi portati a Riace destinati al mercato clandestino.
È probabile che le statue, originariamente, avessero scudi ed elmi, che oggi sono scomparsi. Inoltre, il loro colore, un tono di bronzo scuro, potrebbe essere stato diverso in origine, con dettagli e rifiniture che li rendevano ancora più imponenti e realistici.
Queste teorie aggiungono mistero e profondità alla già straordinaria storia di queste statue, confermando il loro legame con la Magna Grecia e il patrimonio culturale della Calabria.
I Bronzi di Riace sono un capolavoro della scultura greca, ma anche un simbolo della Calabria. La loro scoperta ha messo in luce l’importanza della regione nella Magna Grecia e continua a essere una delle principali attrazioni turistiche. Se desideri combinare arte, storia, e natura, la Calabria è la destinazione ideale.
