I borghi più belli d’Italia di Calabria 1/3

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I Borghi più belli d’Italia sono un’iniziativa promossa dall’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), al fine di valorizzare e promuovere il grande patrimonio culturale, storico, artistico e ambientale racchiuso in questi borghi sempre più minacciati dalla spinta della globalizzazione e della modernizzazione. Tutto l’intero territorio calabrese è punteggiato e decorato da questi piccoli borghi, i quali nel passato erano delle vere e proprie roccheforti, racchiuse da mura inespugnabili e sovrastate da un castello. In questa rubrica composta da tre articoli andiamo a vedere quali sono i borghi calabresi che hanno il riconoscimento di Borghi più Belli di Italia.

– Bova (RC) “Due volte greca”
Posta in uno dei punti più estremi della Calabria, tra il mare e il massiccio dell’Aspromonte, sorge Bova, uno dei più affascinanti borghi della Calabria. Ha origini antichissime legate all’epoca della colonizzazione greca e nonostante la spinta continua di un mondo sempre più veloce e globalizzato, a Bova pare che il tempo si sia fermato, dove ancora gira la ruota lenta della vita. Infatti, nel borgo non solo si parla il grecanico, ma si conservano anche le tradizioni culturali ed enogastronomiche millenarie. Forse queste sue peculiarità sono conservate anche grazie alla sua posizione geografica, dove ancora la modernità non è riuscita ad arrivare, e forse è un bene per conservare questo immenso patrimonio culturale. Sorge arroccata a più di 850 m s.l.m, dominata da un masso roccioso dove un tempo sorgeva il castello normanno, di cui oggi ne restano solo i ruderi. Nelle strette viuzze del centro storico di Bova, sorgono palazzi gentilizi e chiese di diversa origine. Da visitare a Bova è sicuramente il Santuario di San Leo, custode di numerosi reperti storici, artistici e liturgici, il museo diocesano e il Museo di Paleontologia e Scienze naturali dell’Aspromonte: collezione di circa 18 mila reperti fossili rinvenuti nell’intera Calabria. Anche in questo borgo le principali attività da fare sono escursionismo e trekking. Il borgo, infatti, ricade interamente nel Parco Nazionale dell’Aspromonte e da qui passa uno dei sentieri naturalistici più belli della Calabria, il Sentiero dell’Inglese.

– Aieta (CS) “il paese rinascimentale”
Aieta è uno dei gioielli più belli della Calabria, anche per il suo stile rinascimentale che in questa regione è raro trovare. È situato tra il mare e il massiccio del Pollino. Il suo nome deriva dal greco “aétos” che significa aquila, datogli proprio per la sua posizione, alle pendici dei monti con affaccio sul Mar Mediterraneo e sul golfo di Policastro. A causa di questa sua posizione spettacolare ma drammatica il borgo è di alto disagio insediativo, e per tale motivo dalla fine dell’800 ad oggi soffre l’emigrazione. È stato vissuto da diverse popolazioni, come greci, bizantini, angioini e aragonesi. Tra le strette viuzze del borgo si trovano testimonianze di questi popoli che hanno arricchito il patrimonio culturale e architettonico calabrese. Tra i suoi beni architettonici più preziosi troviamo il palazzo rinascimentale Martirano – Spinelli, edificio del 500’ vissuto da diverse famiglie nobiliari; nel 1913 fu dichiarato monumento nazionale, per poi diventare di proprietà del comune di Aieta nel 1980. Da visitare è la chiesa di Santa Maria della Visitazione, i portali e le diverse cappelle presenti nel centro storico. Nel centro storico di Aieta si respira aria fresca di montagna accompagnata da una brezza di mare proveniente dalla costa di Praia a Mare. Equitazione e trekking sono le principali attività da fare ad Aieta. Passaggi secolari di pastori, contadini e carbonai immersi tra faggi e cerri collegano il borgo di Aieta con i paesi di Laino Borgo, Laino Castello e Papasidero, oltre alle strade panoramiche che la collegano con i centri costieri di Praia a Mare e Diamante. Da vedere è l’area archeologica di Monte Calimaro (m 895 s.l.m), dove è presente una grotta che testimonia l’antico insediamento di Aieta Vetere, costruita intorno all’anno 1000 ed oggi sottoposta a vincolo archeologico. Tra i principali tesori enogastronomici troviamo i fusilli aietani, una pasta fatta in casa stesa con il ferretto, formaggi e salumi, soprattutto il “prisutto di puorcu” (il prosciutto di maiale) che ogni 12 agosto lo celebrano con una sagra.

– Rocca Imperiale (CS) “il borgo dei limoni”
Situata nell’alto Ionio cosentino, quasi a confine con la Basilicata, tra il verde della natura e il blu del mare, Rocca Imperiale viene chiamata la Porta della Calabria dal versante del Mar Ionio. Deve il suo nome a Federico II di Svevia che vi edificò un maestoso castello. Il castello svevo di Rocca Imperiale fu costruito intorno al 1225 e il borgo nasce alle sue pendici, con le sue case a gradinata. Il centro storico è di stile medievale con stradine strette e ripide. Di particolare interesse sono anche gli edifici religiosi come la chiesa di San Giovanni Battista che risale al 1400, la Chiesa Madre in stile romanico risalente al 1239 per volere di Federico II, la chiesa di Sant’Antonio da Padova del 1500 e le chiese SS del Rosario e del Carmine risalenti al 1600. Si può visitare il monastero dei Frati Osservanti con all’interno il museo delle Cere e il Santuario Madonna della Nova. Rocca Imperiale è un borgo magico e affascinante, sembra essere uscito da una fiaba ambientata nel medioevo. La strada per Rocca Imperiale Marina profuma di limoni. Oltre alla bellezza del borgo, Rocca Imperiale è famosa per la produzione di limoni IGP. La zona della marina è dotata di lungomare attrezzato di ville, parco giochi e aree fitness.

– Civita (CS) “tradizioni albanesi”
Sorse grazie ai principi Sanseverino che nel XV sec. permisero ai profughi albanesi sfuggiti alle persecuzioni turche di rifugiarsi in queste zone. Da allora le Comunità Arbëreshë (Albanesi di Calabria), presenti soprattutto a Frascineto, Lungro e Civita oltre a parlare albanese continuano a portare avanti le loro tradizioni storico culturali. Caratteristiche sono le Case Kodra, coniate così per richiamare il pittore albanese Ibrahim Kodra, e sono casupole antropomorfe, dal volto umano. Civita è uno dei borghi più caratteristici del Parco Nazionale del Pollino, attraversato da torrenti, fiumi, cascate, canyon e profonde gole, come quelle del Raganello, lunghe 13 km e paragonate, in piccolo, al Gran Canyon del Colorado, luogo ideale per fare acqua trekking e rafting. Ad arricchire lo scenario paesaggistico delle Gole, immerso in un paesaggio rupestre e selvaggio d’intatta bellezza, dove a fare da padrona è la natura, si trova il Ponte del Diavolo, di origini antichissime. Il suo nome deriva da una leggenda, secondo la quale solo il diavolo lo poteva costruire in una posizione così impervia e ardua, e si arriva scendendo oltre 600 gradini. Da visitare sono la Chiesa di Santa Maria Assunta che risale al XVII sec, le antiche fontane in pietra e i mulini ad acqua, il Museo della Filanda, il museo Etnico – Arbëreshë e l’ecomuseo del Paesaggio della Valle del Raganello. La gastronomia è un’unione tra cucina tipica Arbëreshë e cucina tipica calabrese.

 

– Caccuri (KR) “Tra la Sila e lo Ionio”
Adagiato su uno sperone di roccia, in provincia di Crotone sorge Caccuri, uno dei borghi più belli d’Italia, tra il Parco Nazionale della Sila e il Mar Ionio. Entrando nel borgo si respira un’aria di pace e di cultura, infatti oltre ad avere il riconoscimento di Borgo più bello d’Italia e anche Borgo della Cultura. A Caccuri, infatti, da 12 anni viene organizzato il “Premio Letterario Caccuri” un importantissimo contest di saggistica che si svolge ad agosto. In una delle viuzze del centro storico è possibile ammirare una parete dove vengono affisse delle targhe ricordo lasciate dai maggiori esponenti della cultura e dello spettacolo italiano che partecipano al Premio. Simbolo del borgo medievale è l’imponente Castello che sovrasta il borgo, edificato nel VI secolo dai bizantini, e successivamente dimora del potere feudatario che si è alternato a governare il Paese. All’interno del Castello di Caccuri è presente la Cappella Palatina, dedicata a Santa Barbara che conserva opere di grande pregio risalenti al ‘600. Scendendo dal Castello, lungo le strette stradine del centro storico di Caccuri troviamo la Chiesa Madre, chiesa medievale dedicata a Santa Maria delle Grazie, che nel tempo venne colpita da terremoti, incendi e fulmini guadagnandosi l’appellativo di Chiesa Sfortunata. Un altro edificio religioso che merita attenzione è la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, poco fuori Caccuri. Come ad un buon paese calabrese, non possono mancare i segreti enogastronomici di un piatto tipico, come: il calzone con la Sardella (una salsa di bianchetti e peperoncino, una specie di ‘Nduja di pesce).

Restate aggiornati per il prossimo articolo di questa rubrica sui Borghi più Belli d’Italia di Calabria!


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