A cura di Giovanni Florio
Tropea, gioiello della Calabria, è una delle destinazioni balneari più famose della Calabria. Conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezze paesaggistica, per il suo mare turchese e le spiagge bianche, per i palazzi nobiliari a picco sul mare e per il Santuario di Santa Maria dell’Isola, che arricchisce il paesaggio e lo rende fiabesco.
Passeggiando per il centro storico di Tropea, potresti notare delle piccole buche a forma quadrata incastonate nei muri degli edifici, sopra porte e finestre. Non sono danni, né trascuratezze architettoniche: sono le antiche Buche Pontaie, e hanno una storia affascinante.
Secondo gli esperti, venivano usate in origine per sorreggere i ponteggi in legno durante la costruzione degli edifici. Una volta completati i lavori, i fori non venivano chiusi per evitare tasse sull’immobile “non finito”. Ma non solo: offrivano rifugio a rondini e colombe, che ripulivano l’ambiente da insetti e parassiti.
Un esempio perfetto di architettura antica con intelligenza ecologica. Oggi sono un segno distintivo delle vie tropeane.

Tra i figli illustri di Tropea c’è Pietro Campenni, notaio e cancelliere del XIV secolo, tra i primi a trascrivere e divulgare la Divina Commedia. I suoi Codici Danteschi, conservati oggi nelle biblioteche di Venezia e Parigi, sono opere fondamentali per lo studio di Dante.
Oggi puoi sfogliare digitalmente questi codici sul sito del Comune di Tropea. Un ponte tra letteratura, storia e identità calabrese, che rende ancora più orgogliosa questa città già così ricca di cultura.

Simbolo gastronomico per eccellenza, la Cipolla Rossa di Tropea IGP è conosciuta in tutto il mondo per il suo gusto dolce, la sua croccantezza e le sue proprietà benefiche.
Importata dai Fenici oltre 3000 anni fa, trova nella costa tirrenica calabrese un habitat perfetto grazie al clima mite e ai terreni fertili. Coltivata tra Nicotera e Campora San Giovanni, questa cipolla è diventata un pilastro dell’economia locale e della cucina tradizionale calabrese.
Ogni anno, la Cipolla Rossa è protagonista di sagre, come quella del 10 agosto a Ricadi, eventi, come la Tropea Experience e tour gastronomici. Un vero tesoro agricolo, culturale e turistico.

La devozione per la Madonna di Romania, patrona di Tropea, è fortissima e affonda le radici in secoli di fede e miracoli. L’icona, conservata nella magnifica Cattedrale normanna risalente al 1163, secondo la tradizione arrivò dal mare su una nave bloccata dalle acque.
Nel 1638, quando un terremoto devastò la Calabria, Tropea rimase miracolosamente illesa. E nel 1943, durante un bombardamento, sei bombe caddero in città senza esplodere. Per i tropeani, molto devoti alla Madonna, sono stati segni della protezione divina.
La città celebra la Madonna con due grandi feste il 27 marzo e il 9 settembre, con processioni, preghiere e grande partecipazione popolare. Un momento intenso, ricco di spiritualità e tradizione.

Molto prima di essere una meta turistica, Tropea era una città-fortezza. Le sue mura furono costruite nel 535 d.C. dal generale bizantino Belisario per difenderla dai Goti, tant’è che vengono chiamate dalla popolazione locale “i mura i Belisariu” Dotata di porte fortificate, un castello, torri e un sistema difensivo su una rupe a strapiombo, Tropea era praticamente inaccessibile. Si poteva accedere inizialmente solo da 2 porte: Porte Vaticana e Porta di Mare, un posta ad Oriente e l’altra ad Occidente collegate al mare di Tropea con i ponti levatoi. Successivamente a seguito del terremoto del 1752, che fece crollare parte delle mura, si è deciso si aprire un’altra porta, chiamata Porta Nuova, oggi zona conosciuta dal popolo tropeano come Porta Nova. Oggi restano visibili alcuni tratti delle antiche mura, il fossato e i luoghi dove sorgeva il castello, ora occupati da Palazzo Toraldo-Serra, custode di reperti e memorie epigrafiche.

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