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Gita all’isola di Dino🌊🌴

Categoria: Estate Calabria, Mare Calabria
Visto: 111 volte
Autore: CalabriaGo
Il: 8 Novembre 2022
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Gioiellino della Riviera dei Cedri rimasto ancora incontaminato nonostante le incursioni piratesche subite, oggi l’Isola di Dino è candidata a riserva naturale immersa nella macchia mediterranea ideale per gli amanti di snorkeling e sub perchĂŠ ricca di fauna marina (stelle marine, gorgonie alte 1mt, castagnole, murene, polpi, cernie, coralli, ricciole, grandi cicale di mare) e non solo…

Scopri la guida completa di CalabriaGo per conoscere le meraviglie dell’Isola di Dino

Un patrimonio ambientale inestimabile 

Inserita dalla Commissione Europea nell’elenco dei siti di interesse comunitario, l’Isola di Dino è un ricco ecosistema variegato privo di arenile, che oggi ospita:  

-conigli selvatici 

-volatili (rondone, colombaccio, colombo torraiolo, quaglia marina), uccelli migratori (marzaiola, germano reale, beccaccia di mare) e rapaci (aironi grigi, gabbiani reali, falchi pellegrini) che nidificano nelle falesie 

marzaiola, beccaccia di mare, airone grigio, rondone

e numerose rare e antiche specie protette di fiori e piante anche marine come la paramuricea (rare specie di gorgonie alte oltre 1 mt scoperte nel 1990 dai coniugi Gargiulo) 

  • -il garofano delle rupi
  • -la primula di palinuro (da Capo Palinuro a Scalea) 
  • -la palma nana (falesie a nord/nord ovest inaccessibili a piedi)
  • -il talittro calabro 
  • -il lentisco
  • -il leccio (nella parte sud dell’isola) 
  • garofano delle rupi, talittro calabro, palma nana, primula di palinuro, lentisco

Insieme alla vulcanica isola di Cirella (di fronte a Cirella, frazione di Diamante), l’affascinante Isola di Dino in Calabria è considerata l’unica isola visitabile e raggiungibile anche a piedi camminando sugli scogli: infatti un tempo era collegata alla terraferma da un istmo poi negli anni eroso dal mare. 

Isola di Dino, Praia a Mare: la bellezza della natura selvaggia 

Lungo il versante nordoccidentale dell’Alto Tirreno cosentino (da Praia a Mare ad Amantea), su un’area di 50 ettari di pura macchia mediterranea a 100 mt dalla spiaggia di Praia a Mare (per l’esattezza punta Fiuzzi) sorge la piccola isola di Dino resa imponente da ripide falesie di arenaria a strapiombo sul mare: un piccolo scoglio dalle sembianze di un enorme rettile per il profilo allungato che affiora dal mare lungo l’arenile del Golfo di Policastro 

  • SPIAGGIA DI PRAIA A MARE: meta estiva suggestiva al tramonto per le sfumature che regala al tramonto, sulla punta della costa nord-ovest della Riviera dei Cedri nell’omonimo paese in provincia di Cosenza, la spiaggia di Praia a Mare (Riserva Parco Nazionale del Pollino) ha la particolaritĂ  di avere una finissima sabbia vulcanica nera mista a piccoli ciottoli e ghiaia – è una spiaggia libera e gestita lunga e larga con fondale digradante perfetto per i bambini (nelle immediate vicinanze bar/ristoranti/hotel per degustare l’ottimo pesce fresco e prodotti tipici locali e possibilitĂ  di fare rafting per la vicinanza del fiume Lao e anche parapendio)

Le 7 millenarie grotte marine dell’Isola di Dino

Lungo 4 km di costa per soste bagni o pic nic in barca davanti a Capo dell’Arena (località Fiuzzi) e la trecentesca Torre Fiuzzi di origine normanna, a sud di Praia a Mare qui la mano del vento unita alle onde del mare erodendo la roccia calcarea dolomitica nei secoli hanno dato vita a grandi insenature vere e proprie opere d’arte della natura: sono le 7 affascinanti grotte marine lambite dal moto ondoso del Tirreno oggi rimaste ancora intatte, unicamente accessibili via mare nuotando o in barca (l’ora migliore per circumnavigarle è prima delle h 11). 

Tappa d’obbligo per tuffi indimenticabili le magiche grotte marine dell’Isola di Dino si aprono tra le rocce dove i colori del mare da anni piu’ volte premiato Bandiera Blu assumono cangianti sfumature turchesi blu cobalto. Percorrendo la rotta che in senso antiorario va da est a ovest passando per il nord, in quest’ordine è possibile ammirare:  

-GROTTA DEL MONACO dalle pareti verde smeraldo: si chiama cosĂŹ perchĂŠ la roccia sovrastante ricorda il profilo di un monaco raccolto in preghiera – qui il mare assume tonalitĂ  che vanno dall’azzurro al verde smeraldo: diventa suggestiva quando filtra i raggi solari da ponente

-GROTTA DELLE SARDINE (sotto al primo strapiombo): dove è possibile nuotare danzando tra banchi di sardine (un tempo pescate con una particolare rete detta “cianciorro”) attirate dall’acqua sempre limpida perché al riparo dal vento che permette anche di fotografare le meravigliose stelle marine nitidamente visibili sul fondale, avvolti da decorative colonne di stalagmiti 

-GROTTA DEL FRONTONE (la punta sudovest dell’isola che guarda Punta Scalea): è accessibile solo abbarbicandosi sulla roccia perchĂŠ è una delle grotte piu’ basse (10 mt sul livello del mare) – e un piccolo laghetto salato creato dalla risacca – anche qui è possibile ammirare incantevoli arabeschi di stalattiti e stalagmiti – il pavimento presenta piccole conche simili ad acquasantiere 

-GROTTA DELLE CASCATE (a 50 mt dalla grotta del Frontone): piccola insenatura di circa 20 mt il cui nome deriva dal continuo scroscio dell’acqua che scende dalle pareti, particolari e suggestive le bianche e rosa formazioni calcaree di stalagmiti e stalattiti che si riflettono nell’acqua – accesso consentito solo a piccole barche o kayak 

-GROTTA AZZURRA: sormontata da imponenti falesie a strapiombo sul mare, è la piu’ grande: in base a come filtra la luce il colore dell’acqua assume colori turchese/verde rame – 12 mt di profondità 

-GROTTA DEL LEONE (a sud est, dinanzi alla Torre Fiuzzi): facile da raggiungere in canoa o pedalò, all’interno è possibile notare uno scoglio dalla smeralda livrea che ricorda un leone sdraiato sull’acqua con il capo sollevato – fondale basso (5 mt) popolato da fantastici coralli 

-GROTTA GARGIULO (inserita nel catalogo grotte Calabria): profonda 10 mt, prende il nome dagli esploratori Enrico e Rosaria Gargiulo che la scoprirono tra il 1978 e il 1982 – ritenuta pericolosa perchĂŠ quasi totalmente sommersa eccetto due “laghetti” nella parte alta della grotta, è accessibile solo a subacquei esperti (meglio se speleosubacquei) perchĂŠ l’ingresso si trova a 18 mt di profonditĂ  e ad uno dei due laghetti vi si accede attraverso uno stretto cunicolo a ridotta visibilitĂ  per il fango emerso – anche qui è possibile ammirare stalattiti alte anche 8 mt 

L’Isola di Dino era della famiglia Agnelli 

A nord, di fronte a Capo dell’Arena dal piccolo molo (punto attracco barche) è possibile raggiungere la parte alta dell’isola imboccando una strada lunga 1,7 km (percorribile anche da mezzi di trasporto) costruita dalla famiglia Agnelli che nel 1962 acquistò l’isola per 50 milioni di lire non solo con l’obiettivo di trasformarla in un villaggio turistico di lusso per rivalutare la zona ma bonificandola anche dalle mine. 

In seguito a tortuose vicende legali però ritornò di proprietà del demanio (comune di Praia a Mare) e nel 2019 dell’imprenditore campano Domenico Palumbo. 

PerchÊ si chiama Isola di Dino: origine del nome 

Anticamente meglio nota come l’isola dei conigli per la massiccia presenza di questo animale (in particolare conigli selvatici), diverse sono le teorie legate all’origine del suo nome: 

-anticamente ospitava un tempio (in greco antico “aedina”) eretto dai naviganti in onore di Venere (secondo altri invece alla madre Dionea) secondo altri invece ai due dinosauri Castore e Polluce o a Leucotea, protettrice dei naviganti: una leggenda infatti narra che portando il vento e facendo alzare la temperatura addormentasse i marinai nelle ore piu’ calde della giornata 

-pare che l’etimo greco del nome sia “dina” che significa “vortice, tempesta, gorgo d’acqua, turbine, bufera” (ipotesi piu’ accreditata) in riferimento alle mareggiate che spesso un tempo imperversavano vicino alla grotta Frontone (punta sudovest dell’isola), oggi ancora temute dai pescatori   

Il santuario di Madonna della Grotta (‘400) 

A questo luogo di culto è legato il naufragio avvenuto nella notte di Santo Stefano del 1917 del piroscafo inglese Umballa che trasportava orzo, perchÊ per omaggiare le 15 vite umane che persero la vita la campana della nave fu donata al Santuario. 

Il belvedere sull’Isola di Dino 

La stele della Madonna della Grotta è il punto più alto a est dell’isola da cui è possibile ammirare un panorama mozzafiato con vista sulla costa calabra.

Isola di Dino: come arrivare

-Dalla spiaggia di Praia a Mare noleggiando una barca, un gommone, un pedalò 

-Prenotando un’escursione in barca che parte da Praia a Mare (in provincia di Cosenza), Scalea o San Nicola Arcella raggiunge il molo – alcune gite in barca inoltre includono anche una sosta bagni nel Golfo di Policastro e alla spiaggia dell’Arcomagno 

 

 

 

 

 

 

 


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