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Pizzo Calabro, il borgo “gelato”(I parte)🍨😋

Categoria: Borghi di Calabria, Costa degli Dei, Estate Calabria
Visto: 136 volte
Autore: CalabriaGo
Il: 21 Luglio 2022
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Patria del famoso e piu’ imitato al mondo tartufo di Pizzo Calabro – il primo gelato in Europa riconosciuto con il marchio IGP – alle spalle della pianura degli Scrisi su un promontorio tufaceo a picco sul mar Tirreno sorge l’antico borgo marinaro di Pizzo Calabro

In calabrese Lu pizzu, in dialetto “rupe”, Pizzo Calabro è un borgo medievale in provincia di Vibo Valentia famoso anche per le sue numerose chiesette (se ne contano addirittura 12), incantevoli spiagge con grotte e insenature naturali, l’eccezionale vino allo zibibbo e la lavorazione ed esportazione in tutto il mondo delle pregiate varietà di tonno Callipo e Sardanelli (fresco/sott’olio).  

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Centro storico di Pizzo Calabro

E’ un piccolo borgo pittoresco per i suoi angusti vicoletti, balconcini fioriti, romantiche scalette e la tipica conformazione urbanistica a terrazzamenti.  Come Tropea ha il centro storico che si sviluppa in alto, ogni anno teatro di rievocazioni storiche.  

Pizzo Calabro: cenni storici

Secondo una leggenda l’antico nome di Pizzo pare che fosse Napizia o città di Napitia, dal nome di Napizio o Napeto, il capo di una tribù greca (i Focesi) scampata alla guerra di Troia: è per questo motivo infatti che gli abitanti di Pizzo si chiamano napitiniUn’altra teoria invece riconduce l’origine di Pizzo ad un villaggio di pescatori del 1330 sorto nei pressi di un monastero basiliano. 

Infatti è possibile visitarlo solo attraverso ripide salite e scalinate o in alternativa prenotando un bel giro panoramico in ape calessino, la soluzione migliore per scoprire le bellezze di una Pizzo nascosta! 

Cose da vedere a Pizzo Calabro: i 3 luoghi migliori da visitare

Per visitare bene il centro storico di Pizzo vi consigliamo di parcheggiare a Marina di Pizzo (la maggior parte dei parcheggi hanno una tariffa a giornata) e naturalmente non dimenticatevi l’imperdibile sosta bagno nelle vicine spiagge di Michelino e Zambrone (a soli 30/40 minuti) considerate tra le piu’ belle della Costa degli Dei. 

Itinerario visita al borgo: siti d’interesse storico-culturale

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CASTELLO MURAT: simbolo della storia di Pizzo non è solo il tartufo, ma anche il Castello Murat voluto dagli angioini nel centro storico di Pizzo. Di epoca aragonese perché fortificato da Ferdinando I d’Aragona nel 1492 tramite un editto che prevedeva l’aggiunta di 4 torri quattrocentesche e precedentemente dagli Angioini nel 1380 (muro di cinta, ponte levatoio, fossato, torre cilindrica), per contrastare gli attacchi dei pirati saraceni. Si chiama così perché qui nel 1815 fu imprigionato Gioacchino Murat re di Napoli e cognato di Napoleone e nell’ottobre dello stesso anno catturato mentre dalla Corsica era in fuga verso Marina di Pizzo e fucilato per aver tentato di far insorgere il popolo contro Ferdinando IV di Borbone nell’invano tentativo di riconquistare il suo regno perduto. Solo nel 1892 il governo italiano lo proclama monumento nazionale, come il Duomo di San Giorgio e la Chiesa di Piedigrotta. E’ un’ex caserma e prigionia politica che vide passare illustri personaggi come Tommaso Campanella, Giuseppe Balsamo il conte di Cagliostro e Giuseppe Garibaldi insieme al figlio. Con manichini in costume dell’epoca, il Museo Provinciale Murattiano all’interno propone una fedele ricostruzione storica degli ultimi giorni del prigioniero oltre a poter ammirare la sua biblioteca telematica, una collezione di monete e alcune armi dell’epoca. Per visitarlo, il biglietto ha un costo di 3 €. 

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DUOMO DI SAN GIORGIO (Chiesa matrice di San Giorgio martire), Via San Giorgio 1: di epoca barocca (seconda metà ‘500, 1632), venne ricostruito piu’ volte a causa dei terremoti – nei sotterranei custodisce le spoglie di Gioacchino Murat (infatti appena entrati nella navata centrale è subito visibile la lapide e del poeta, politico e anatomista nativo di Pizzo Antonino Anile, un prezioso crocifisso ligneo tardo-settecentesco e un’importante opera d’arte come la Madonna del Popolo attribuita al Bernini e la statua del Cristo

 

FONTANAVECCHIA, corso Giuseppe Garibaldi: vicina a Piazza della Repubblica, è una sorgente in granito di freschissima acqua ferrosa potabile risalente al XV secolo, un tempo utilizzata anche a scopi terapeutici (anemia, crisi depressive, malattie della milza) – anche detta “Garibaldi” in onore all’Eroe dei due Mondi che qui si fermò per bere coi Mille

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CHIESA DI SANTA MARIA DI PIEDIGROTTA, località Madonnella, Via Riviera Prangi – un piccolo santuario di interesse artistico-culturale, considerato il secondo monumento piu’ visitato ogni anno dopo i Bronzi di Riace – raggiungibile percorrendo la SS 522, si trova nella periferia nord di Pizzo a circa 1 Km dal centro: è possibile parcheggiare lungo la strada perché vi si accede scendendo una lunga scalinata (essendo un luogo di culto, è richiesto un abbigliamento adatto) – interamente modellata all’interno di una roccia sedimentaria, è una cappella votiva in riva al mare che sorge sull’omonima spiaggia di Piedigrotta (oggi in inverno rimessaggio delle barche dei pescatori), al suo interno ospita anche una piccola fontana di acqua purissima.

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Un luogo mistico che al tramonto regala un suggestivo scenario: le pareti baciate dal sole che brillano…

Costruita dai marinai alla fine del XVII secolo in seguito al nubifragio di un veliero che portava a bordo l’effigie della Madonna di Piedigrotta protettrice dei pescatori (ogni anno il 2 Luglio si celebra una messa in suo onore) e la campana – all’interno è possibile ammirare gruppi di statue direttamente scolpite nel tufo (oltre 250) illuminate dal sole che penetra nella grotta, in particolare la statua di San Francesco di Paola protettore dei marinai dallo scalpellino locale Angelo Barone che nel 1882 decise di ingrandire la grotta, seguito dal figlio Alfonso che dopo la sua morte proseguì il lavoro per 40 anni – raffiguranti episodi del Vangelo (vita di Gesu’), della vita di Maria e dei Santi, oltre a un altare in marmo, capitelli con angeli, bassorilievi con scene sacre e affreschi in parte andati perduti a causa dell’umidità e della salsedine, che ancora oggi rappresentano un problema. Il biglietto d’ingresso cumulativo del Castello Murat comprende anche la visita a questa Chiesa e ha un costo di 4,50

 

 

 


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